Guardate questa ragazza, guardatela bene. Eterea, elegante, bella. Secondo voi quanti anni potrebbe avere oggi? Ve lo dico io: 112. Sì, perché queste foto sono state scattate nel lontano 1913 sulla costa inglese del Dorset. Incredibile vero? Appena le ho viste, di sfuggita, non capivo davvero cosa ci fosse di particolare, sembravano fotografie scattate qualche decina di anni fa, ma poi ho prestato attenzione ai dettagli e ho deciso di approfondire.

Così ho scoperto che questa ragazza era figlia di un noto ingegnere aeronautico inglese, tale Mervyn O’Gorman, amante della fotografia che nel 1913 si è divertito a ritrarre sua figlia Christina facendo uso della prima tecnica di fotografia a colori, l’autocromia, messa a punto nel 1903 dai fratelli Lumière. L’innovativa tecnica consisteva nel rivestire lastre di vetro con fecola di patate, i cui grani venivano tinti di verde, blu-violetto e arancione, e su cui era steso un  sottile strato di emulsione sensibile in grado di filtrare le immagini rendendole colorate.

Naturalmente, all’epoca si trattò di una vera e propria rivoluzione tuttavia, visti i costi, il lungo e complesso processo di sviluppo delle foto, l’autocromia non venne utilizzata poi così spesso se non da qualche facoltoso appassionato (come l’ingegnere O’Gorman) o in occasione di importanti avvenimenti storici come la Prima Guerra Mondiale.

Negli anni ’30 la tecnica fu soppiantata dalla versione su pellicola (Filmcolor e Lumicolor), tuttavia gli appassionati continuarono a utilizzare l’autocromia per ottenere fotografie dall’effetto pittorico.

Ma tornado a Christina, questa bella ragazza inglese vissuta in un’epoca lontana, non posso che immaginarmela lì, nella baia di Lulworth orgogliosa di fare da modella al suo papà, sicuramente inconsapevole di lasciare un segno nella storia e di finire, 112 anni dopo, nella galleria fotografia di un blog affinché tutti ne ammirassero la bellezza.

A volte, mi dimentico che il mondo è sempre stato a colori, che la storia non è in bianco e nero ma piena di sfumature dai toni accesi, forse è per questo che le foto di O’Gorman mi affascinano così tanto, perché sembrano annullare le distanze temporali facendo somigliare Christina a una ragazza come tante che una domenica di primavera era in riva al mare con tutta la famiglia.

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1 Comment

  1. Luciana Rispondi

    Sembrano proprio foto anni ’70

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