Forse per qualcuno quest’articolino avrà un’aria molto familiare, per altri no. Beh, in realtà non è proprio di “prima mano” perché lo scrissi nel lontano maggio del 2011, martadixit aveva aperto da poco e quindi alcuni dei nuovi adepti non l’avranno ancora letto. Lo ripropongo oggi poiché è un’intervista di cui vado molto fiera (era la prima) e che non avevo ancora ripubblicato in questa nuova versione del sito. Inoltre, proprio qualche sera fa mi è ricapitato di incrociare Andy al Fuorisalone. Capelli più corti, trucco di scena un po’esagerato, ma in fondo non tanto diverso da com’era 2 anni or sono. Per chi fosse curioso di sapere come andò quella chiacchierata, buona lettura! (Ihihih com’ero tenera, avevo appena iniziato e questo era il mio secondo articolo).

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So che stavate fremendo ma l’attesa è finita ;)! Infatti dopo esattamente venti giorni dal mio primo post, pubblico finalmente la sorpresa cui facevo riferimento!In un’assolata domenica di maggio mi reco, con un po’ di emozione, lì dove mi è stato dato appuntamento per l’intervista. Dal cancello si vedono diversi capannoni grigi, un po’ anonimi esternamente, ognuno dei quali è destinato ad un diverso scopo. Proprio in uno di questi fabbricati, si cela un mondo che non ti aspetteresti di trovare, tra il grigiore dell’esterno e l’officina di un meccanico… Il mondo di Andy. Forse molti lo ricorderanno come il componente dei Bluvertigo che, insieme a Morgan, negli anni novanta spopolò con diversi album di successo come “Acidi e Basi” (1995) e “Metallo non Metallo” (1997).

Magari però, a qualcuno è sfuggito che Andy, ormai da 15 anni, è un pittore di successo, con molteplici mostre, personali e collettive, al suo attivo. L’anno scorso ad esempio fu l’unico italiano a partecipare aIt’s not  only Rock’n Roll baby’ una mostra collettiva che si tenne presso la Triennale di Bovisa ed in cui presenziò con le sue opere inserite in uno spazio espositivo rigorosamente fluo e illuminato da neon blu.

Andy mi aspetta sotto l’uscio del suo ‘loft’ (anche se lui non ama definirlo così), gentilmente mi saluta e mi offre un bicchiere d’acqua (in realtà mi offre caffè, vino e anche altro ma io preferisco dell’acqua ;)). Il suo look da artista è in versione ‘riposo domenicale’: niente trucco sugli occhi (come molti di noi sono abituati a ricordarselo) che appaiono così molto più grandi e più azzurri di quello che ti aspetti e vestiti sobri (maglietta, pantaloni comodi). Come prima cosa mi mostra la sua base operativa. Si passa dalla sala musica con monitor, computer, cd, strumenti, cavi, spartiti ed altri macchinari di cui non so bene il nome, allo spazio dedicato alla pittura con un grande tavolo disordinato (come ti aspetti da un artista) pieno di barattoli di colori acrilici, pennelli, tele ancora bianche e altre già compiute. Mi stupisce scorgere un videogame, di quelli che riempivano le sale giochi negli anni ’80 interamente ricoperto da personaggi dei suoi quadri e che devo dire  essere veramente bello.

L’intervista si svolge all’ingresso dove c’è un tavolo con delle sedie colorate. Più che un’intervista si può definire una ‘bella’ chiacchierata in cui Andy è riuscito a darmi una visione esauriente e soddisfacente della sua attività di artista.

Una delle prime cose che gli chiedo riguarda il tipo di relazione che c’è  tra le sue creazioni pittoriche e quelle musicali. Mi risponde che per lui le 2 arti vanno di pari passo: così come i suoi  brani nascono mettendo insieme campionamenti, anche i quadri sono frutto dell’assemblaggio di frammenti della realtà e di immagini mnemoniche da cui attinge come fossero tanti fotogrammi che, messi in sequenza, danno vita ad un insieme organico che per quanto concerne i dipinti, si esplica in scene di un mondo immaginario in cui l’iconografia tradizionale (da Leonardo da Vinci, a Botticelli a Beato Angelico) si fonde con personaggi dei cartoni animati (sia vecchi che nuovi come Spongebob di cui si definisce “profondo fan”), celebrities, ricordi d’infanzia (in particolare il monoscopio che ricorre spesso nelle sue opere). Il tutto con un occhio rivolto ai surrealisti degli anni ’20 e a Keith Haring (sua maggiore fonte di ispirazione). Il risultato è quello di un universo in cui arte pop e contaminazioni di vario genere si fondono dando vita a rappresentazioni dal forte impatto emotivo come ad esempio ‘Madonna said not yet’ dove vediamo riproposta l’iconografia dell’Annunciazione dell’Angelico nella quale, il posto della Vergine è preso dalla cantante pop Madonna. A detta di Andy, non c’è alcuno scopo polemico o provocatorio, uno dei suoi obiettivi è quello di risintetizzare l’arte del passato creando un gioco divertente con capolavori che spesso dimentichiamo di avere a portata di mano e che all’estero ci invidiano.
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I colori, rigorosamente fluorescenti, sono di forte impatto che è accentuato dall’utilizzo di neon blu che Andy fa installare ad ogni esposizione e che si trovano anche nel suo laboratorio. Il neon, mi spiega Andy, contribuisce ad accentuare l’effetto fluo dei colori  e ad invertire i piani che da concavi diventano convessi cosicchè entrando in una delle sue mostre, si prende parte ad una vera e propria esperienza emozionale, visiva e sonora perchè fatta di luci ma anche di suoni (è infatti onnipresente un sottofondo musicale).

Continua ovviamente a fare musica Andy, si esibisce in molte serate come dj e da ormai 5 anni lavora al suo disco solista. Quando gli chiedo dell’ipotetica data di uscita, mi risponde che non lo sa, se la prende con calma per fare le cose per bene, per realizzare un prodotto che abbia una propria identità e non risponda alle regole del mercato che ormai confeziona artisti usa e getta, ‘a breve termine’. Andy crede nei progetti e nelle cose a lungo termine generate da una quantità di lavoro costante e che si prolunga nel tempo dove non c’è spazio per arrendersi alle prime difficoltà.

Gli chiedo se è sua intenzione ritornare ad esibirsi con Morgan per dare nuova vita ai Bluvertigo ma mi risponde di no! Che c’era stato in passato un tentativo rivelatosi però fallimentare e in cui ne sarebbe risultata lesa la sua integrità e la sua personalità per rispondere a mere logiche di mercato.

Andy si dedica inoltre all’arte applicata in cui oggetti come grammofoni, auricolari bluetooth, piastre per capelli ed anche una Vespa (al momento in esposizione ad Alassio), sono interamente dipinti a mano con soggetti ripresi dai suoi quadri e che si possono acquistare durante le mostre o attraverso il suo sito internet dove è visibile l’intero catalogo. Oggetti davvero particolari in cui è evidente la pazienza e la minuzia che hanno portato alla loro realizzazione.

Concludo chiedendogli se c’è un’opera al quale è più legato. Ci pensa un po’ e alla fine risponde che si tratta di uno dei primi lavori, che non compare nelle sue mostre e che rappresenta l’uscita dal ‘pozzo nero’ dal buio, da una fase ‘di profonda tenebra’.

Infine Andy ci tiene a citare i suoi due collaboratori, Fabrizio Grigolo“personaggio fondamentale per la Fluon” Thim Veraldi, l’agente che “si occupa dei contratti e del mondo degli adulti con il quale poco voglio avere a  che fare”.

Un artista eclettico, brillante, che mi ha colpito per la sua cordialità e la sua umiltà; che ringrazio per essersi gentilmente concesso ad un’intervista con una blogger un po’ curiosa ma soprattutto affascinata dai suoi lavori che grazie a questo incontro ho avuto modo di conoscere meglio. Un’esperienza che sicuramente mi ha arricchito e mi ha dato modo di venire in contatto con un pezzettino dell’universo ‘parallelo’ di Andy fatto di colori, luci, immagini e musica.

Per le foto ringrazio tantissimo il mio ‘collaboratore’ d’eccezione (lexskywalker.it) mentre per chi volesse approfondire il lavoro di Andy e conoscere le date ed i luoghi delle sue prossime mostre, il sito è www.fluon.it.

8 Comments

  1. Patti Rispondi

    Finalmente! Non vedevo l’ora di leggerla 🙂 Bell’articolo!!

    • martadixit Rispondi

      Grazie!! Ci ho messo un po’ per scriverla anche perchè volevo essere sicura di non tralasciare nulla…Spero di essere riuscita a farti entrare, seppur in minima parte, nella ‘dimensione’ di Andy!

  2. Alex Rispondi

    Complimenti: bellissima intervista! Che oltre ad essere stato un incontro piacevole ed interessante, è stata una bella chiacchierata, e questo emerge anche nell’articolo! Secondo te vedremo in giro il vespino dipinto da Andy per le strade di Milano?

    • martadixit Rispondi

      Grazie mille! Sì, in effetti è stata una chiacchierata molto piacevole più che la solita intervista ‘botta e risposta’, merito anche di Andy che ha saputo mettermi a mio agio! Purtroppo non credo sarà possibile veder sfrecciare per le strade il vespino di Andy anche se io un giretto ce lo farei volentieri ;)!

  3. Luciana Rispondi

    Intervista molto interessante che mi ha fatto scoprire un mondo: la “pop art”. Ho visitato il sito di Andy cedendo alla voglia di capire meglio questo artista. Il suo impegno,lo studio, la ricerca, emergono da tutta questa confidenziale(se ne respira l’aria anche grazie alle foto) e pur puntuale intervista.Grazie Marta

  4. Gloria Rispondi

    Grandissima Marta! Ottima intervista 😉

  5. Nicola Rispondi

    Andy non è affatto male come artista figurativo, d’altronde anche da musicista curava molto l’aspetto visivo! Comunque non posso negare che speravo di sapere qualcosa in più sul suo disco solista che ormai noi fan aspettiamo da troppo tempo. Dai Andy, regalaci questo disco e magari anche l’occasione di vederti in tournée in giro per l’Italia, magari in piccoli locali più intimi e “oscuri” che possano donare un’enfasi particolare alla tua musica e permettere anche una migliore fruizione e una piena attenzione da parte del pubblico, la giusta considerazione che un artista come te merita.

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